martedì 15 dicembre 2015

Architettura del Futuro – Edifici Galleggianti


La Terra è l'unico pianeta del sistema solare in cui è nota la presenza di acqua alla stato liquido in grande quantità, tanto da meritarsi l'appellativo di "pianeta blu". 
Le masse d'acqua coprono circa i tre quarti della superficie totale, per un volume totale di circa 1 332 miliardi di chilometri cubi, mentre la restante parte è composta da terre emerse, sia al di sopra che al di sotto del livello medio marino; più precisamente:

superficie totale: 510 065 285 km²

superfici acquee: 361 126 222 km²  (70,8%)

terre emerse: 148 939 063 km²   (29,2%)




Fino ad oggi l'uomo ha tentato di contenere l'avanzamento delle acque con barriere, dighe e affini, tentando di strappare quanta più terra ferma possibile dal mare. 

Con il 50% del paese situato sotto il livello del mare, una densità di popolazione tra le più elevate al mondo e una crisi degli alloggi, le case galleggianti per alcune realtà come i Paesi Bassi, ad esempio, sono una scelta obbligata. 

Per secoli l'Olanda ha incessantemente cercato di guadagnare a fatica territorio sul mare, costruendo su terre prosciugate ( i cosiddetti Polder ), protette da un'impegnativa rete di dighe, pompe, canali e mulini a vento.

Clima


James Hansen, ex direttore dell’Istituto di studi spaziali Goddard della Nasa, ha affermato che se la temperatura aumenterà di due gradi all'anno il livello medio dell’acqua crescerà di circa tre metri. Sostiene inoltre che le calotte polari e la Groenlandia si stanno sciogliendo a un ritmo più veloce del previsto, causando una ripercussione immediata sul livello del mare e di conseguenza sulle coste.



Visti quindi gli ultimi cambiamenti climatici che preannunciano un importante innalzamento del livello del mare e un aumento di superficie terrestre prossima alla desertificazione,  l’evoluzione  e il futuro delle città probabilmente dovrebbero dover essere affrontati in maniera diversa.

Ossia provando a convivere con l’acqua, senza più contrastarla.

L'idea di vivere sull'acqua non è nuova né recente, risale persino ai nostri antenati della preistoria, che si mettevano così al riparo dai predatori sulle loro zattere.

Progetti e Strategie


Non siete d’accordo sul fatto che probabilmente è venuto forse il momento di cambiare strategia, e di coabitare con l'acqua piuttosto che fronteggiarla?
«È molto più facile costruire una casa galleggiante che una casa tradizionale bisognosa di scavi per le fondamenta», sostiene Koen Olthuis, il giovane architetto olandese fondatore di Waterstudio, inserito nel 2007 da Time Magazine nell'elenco degli uomini più influenti del mondo per il suo lavoro sull'acqua come nuovo spazio abitabile.

Per la maggior parte le case galleggianti sono, infatti, edificate su una zattera.

Olthuis è inoltre l'ideatore di «TheCitadel», il primo complesso residenziale d'appartamenti galleggiante in Europa.




Nel ventunesimo secolo, più della metà della popolazione mondiale vive lungo le coste. L'architettura di domani sarà acquatica? Isole artificiali? Case e città galleggianti futuriste come quelle dell'architetto belga Vincent Callebaut?



Gli architetti fanno a gara per sviluppare i loro concept, nelle forme più inaspettate e originali. Fioriscono progetti minimalisti o faraonici, sopra e sotto l'acqua.

Le Megastrutture Galleggianti 

Le mega strutture galleggianti sono delle grandi strutture, appunto, galleggianti sul mare; queste possono essere ampiamente classificate in due tipi “semisommergibili” o "a pontoni”. 
Quelle semisommergibili presentano una piattaforma rialzata rispetto al livello del mare e sono adatte per essere costruite in alto mare anche in presenza di onde alte. 
Di contro, le mega strutture galleggianti a pontoni presentano una piattaforma che galleggia sulla superficie del mare e sono destinate ad essere realizzate lì dove il mare è “calmo” come in una baia, una laguna o un porto.

Nel 1970  Ingegneri giapponesi costruirono l’aeroporto “Kansai International” a Osaka, esattamente su un’isola artificiale.
Questo fu l’input iniziale per gli ingegneri giapponesi e gli architetti navali per realizzare nel 1995 la “Mega Float” nella baia di Tokyo, progetto pilota per lo studio e la realizzazione di altri aeroporti galleggianti.

Le Megastrutture galleggianti non danneggiano l’ecosistema marino, non interrompono le correnti oceaniche, sono facili e veloci da realizzare, possono essere facilmente rimosse o ampliate, e queste, ovviamente, non sono inoltre influenzate dalle scosse sismiche in quanto la loro base è intrinsecamente isolata.

La tecnologia delle megastrutture galleggianti crea inoltre la possibilità di creare mega isole sugli Oceani; il Lilypad Floating Ecopolis, progettato dall’architetto Vincent Callebaut, è un esempio di proposta visionaria che permetterebbe di ospitare parte della popolazione di alcune città del Belgio in un’enorme isola galleggiante a forma di giglio. 


Molte pubblicazioni sono state fatte dallo studioso Pernice sui concetti di città galleggianti; in Olanda, ad esempio, con oltre la metà della superficie terrestre sotto il livello del mare, gli ingegneri olandesi hanno proposto anche come soluzione la realizzazione di una città galleggiante comprendente centri commerciali e zone residenziali.


Le Visioni Futuristiche


Grand Cancun 


Il progetto dell’architetto Richard Moreta Castello, esperto di bioarchitettura, sarà ultimato nel 2020 per il 50° anniversario della nascita di Cancun, in Messico. 

Grazie a un concentrato di tecnologie all’ avanguardia, Grand Cancun Eco Island potrebbe essere il primo resort di turismo ecologico di lusso, al mondo, che non sfrutta i combustibili fossili e risponde al riscaldamento globale. 

La grande piattaforma marina offshore, oltre ad essere autosufficiente, fornirà infatti energia per 87 mila case, sfruttando l’energia solare, eolica e l’energia del moto ondoso. 

La struttura centrale simile a un serpente, rende omaggio alla leggenda magica del Serpente d’Oro, della tradizione Maya. Le parti immerse (foto) potranno ospitare camere e appartamenti con vista fondali, e anche uno spettacolare ristorante sott'acqua. 

Saranno presenti alberghi, centri congressi, centri commerciali, cinema, uffici, e un centro di ricerca per la biologia marina.  Oltre ad essere completamente ricoperto di pannelli solari, Grand Cancun vanta due turbine eoliche verticali. 

L’impianto per la depurazione dell'acqua marina spingerà invece il liquido verso dei collettori, in grado di separare i corpi solidi galleggianti come la plastica e gli idrocarburi. 
Le acque piovane e reflue saranno riutilizzate per l’irrigazione dei giardini, mentre l’acqua potabile, sarà ottenuta grazie a un impianto di dissalazione a osmosi inversa. 




Risultato? L’isola sarà a zero emissione CO².

The Ark


L'architetto russo Alexander Remizov di Remistudio, ha immaginato l’Arca come un modello d’abitazione del futuro, in grado di ospitare fino a 10 mila persone. 
Non è una nuova Arca di Noè, ma è stata progettata come un edificio bioclimatico indipendente e autosostenibile, che può essere galleggiante, in vista del previsto innalzamento del livello degli oceani e altre mega inondazioni, oppure impiantato in diverse zone climatiche e nelle regioni sismicamente pericolose. Insomma, un edificio a prova di disastri ambientali annunciati dal previsto cambiamento climatico. 


D’altronde è stato progettato in collaborazione con il programma “Architecture for DisasterRelief”. Progettato anche come hotel, la struttura che si presenta a forma di conchiglia, in grado di resistere a maremoti, ha un sistema portante d’archi di legno lamellare e funi d’acciaio che mantiene una distribuzione uniforme del carico lungo l’intera struttura. Il telaio prefabbricato permette una rapida e facile costruzione.



L’edificio è rivestito da una pellicola di etile tetrafluoroetilene altamente trasparente, autopulente, riciclabile, più durevole, più economico e più leggero del vetro. Il giardino interno offre una fuga lussureggiante per gli ospiti,  simile ad una serra. 


L’Arca è una Biosfera energeticamente autosufficiente. L'edificio è concepito come un sistema energetico integrato. Oltre alle celle solari fotovoltaiche, il progetto prevede un generatore eolico e un sistema di raccolta delle acque piovane. 
La forma a cupola favorisce l'accumulo d’aria calda nella parte superiore dell’edificio, che viene poi raccolta negli accumulatori termici.


Ocean Spiral 


Colonizzare lo spazio? Le città del futuro saranno negli abissi, afferma la società d’ingegneria giapponese Shimizu Corporation, che ha presentato il suo futuristico progetto Ocean Spiral: Sfere galleggianti che ospitano intere città, e s’immergono in caso di forte maltempo. Sarà la nuova Atlantide del terzo millennio? 

Una popolazione mondiale crescente con la diminuzione delle risorse, e il riscaldamento globale con l’innalzamento degli oceani, richiedono soluzioni sempre più innovative. 
Perché non sfruttare gli oceani, che coprono il 70% della superficie terrestre? "Questo è un vero obiettivo, non un sogno Irrealizzabile", ha detto il portavoce Shimizu Hideo Imamura. 
Il concept è radicato nell’enorme potenziale del mare profondo. 


L'azienda delinea cinque ragioni principali per lo sviluppo del progetto: 

1 - l'approvvigionamento di pesce; 
2 - la produzione d’acqua desalinizzata; 
3 - la produzione di energia; 
4 - Il trattamento dell’anidride carbonica;
5 - l'estrazione di nuove risorse dal mare e dai fondali marini.



Ocean spirale assume la forma di un’enorme sfera di 500 metri di diametro, noto come Blue Garden, in grado di ospitare 5000 persone. 
Galleggiante, per la maggior parte appena sotto la superficie, ma con la sommità all'esterno, consentirà alle imbarcazioni di attraccare, permettendo cosi alle 5.000 persone previste tra residenti e visitatori, di entrare e uscire a loro piacimento. 


Lo spettacolare atrio conterrà 75 piani, con gli spazi destinati a ospitare alberghi, spazi residenziali, commerciali, e un parco marino. 
Pensato per vivere al riparo dall'inquinamento e da catastrofi naturali, come tempeste e terremoti, è in grado all'occorrenza di immergersi fino a 3.000 metri lungo una gigantesca struttura a spirale di 15 km, fino al livello dell'Earth Factory, dove si trova un centro di ricerca in grado di sfruttare le risorse naturali dei fondali. 

La proposta di Shimizu, sviluppata in collaborazione con l'Agenzia giapponese per la Marine-Earth Science and Technology, e l'Università di Tokyo, si presenta come un concentrato di tecnologia. 
I primi test computerizzati della futura prima città sommersa, hanno dato esito positivo. 


I microrganismi chiamati "Methanogens", potrebbero essere utilizzati per convertire l'anidride carbonica, catturata in superficie, in metano, mentre l'ampia differenza di temperatura e pressione dell'acqua, nota come energia talassotermica, nel frattempo, potrà essere utilizzata per generare energia, in aggiunta allo sfruttamento del moto ondoso. 

La forma della sfera è stata scelta per fornire la resistenza adeguata alla grande pressione esterna dell'acqua. I progettisti pensano di usare una speciale resina al posto del cemento, e di sfruttare le stampanti 3D su scala industriale, per creare i vari componenti della struttura elicoidale, e non solo.



Riguardo alle visioni futuristiche, termino con una celebre frase dedicata ai più scettici sull'argomento:

"Non penso mai al futuro, arriva così presto!" Albert Einstein


L'architettura galleggiante quindi potrebbe essere una buona chance per riconciliare l'uomo con la natura, per riuscire a sopravvivere alle importanti variazioni climatiche; oppure, secondo il parere di molti ( come si potrebbe dar loro torto )  potrebbe anche essere una nuova occasione per l’uomo di riuscire a distruggere un altro ecosistema.



Bibliografia e Sitografia 

- Very Large Floating Structures: Applications, Research and Development - C.M. Wang, Z.Y. Tay


http://www.futurix.it

http://www.ingegneriasolazzo.it

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